La visita di Maria ad Elisabetta: commento al Vangelo della quarta domenica di Avvento 2021

Don Ivo Piccinini parroco di san Michele e della parrocchia dell’Annunziata di Alessandria nella serie di video di Buona Domenica!” ci aiuta a comprendere meglio il brano del Vangelo che leggeremo nella quarta domenica di Avvento. Alla fine del video, Don Ivo risponde anche ad una domanda dei nostri lettori.

Lc 1,39-45 il testo del Vangelo della quarta domenica di Avvento 2021

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Luca 1,39-45

Luca 1,39-45: il commento al Vangelo di Don Ivo Piccinini

Questa domenica abbiamo la prima lettura tratta dal profeta Michèa. Nell’ultima parte della sua opera troviamo un passaggio importantissimo. Se partecipate alla novena di Natale sentirete cantare proprio una delle profezie tratte da questo profeta minore. Egli dice in particolare: “Tu Betlemme non sei certo la più piccola tra le città di Giuda: da te infatti uscirà il Salvatore del mondo, colui che pascerà il mio popolo, Israele”. Viene cantata proprio nella novena di Natale, perché il profeta esalta Betlemme: la città di Davide, il luogo dove nascerà il Signore e Salvatore.
Certo lui non lo vide, è vissuto secoli prima di Cristo, ma sapeva che la città di Gerusalemme non era più il luogo principale della storia del popolo di Dio, ma Betlemme, ovvero il posto dove il figlio di Dio sarebbe nato.

L’Incarnazione non è una finta: abbiamo già detto che noi cristiani non giochiamo a fare gli Ebrei che aspettano ancora il Salvatore. Sappiamo che è già venuto, che ha preso un corpo, come l’abbiamo noi. E questo è accaduto in un luogo preciso, Betlemme. Nella lettera agli ebrei, la seconda lettura di questa domenica, viene detto come i sacerdoti del tempio hanno bisogno ogni giorno di celebrare, di offrire nuovi sacrifici con gli animali. E questi non possono ottenere frutti e risultati concreti di conversione. Nella lettera si dice ancora che è venuto un sommo sacerdote, Gesù Cristo, che ha sostituito tutti i sacrifici antichi: la vittima non è più ciò che si sacrifica sull’altare, ma è lui stesso, per offrire un sacrificio gradito al Padre.

Allora la nostra salvezza è nel Signore e soltanto in lui. Nel Vangelo viene presentata la visita di Maria alla cugina Elisabetta: lo meditiamo anche nel mistero del rosario. In questa circostanza, ci viene chiesto di fare una rivisitazione della nostra relazione con il Signore. Perché queste due donne sono davvero di grande fede: San Luca mette in evidenza la disponibilità, l’umiltà e la fede di Maria. Elisabetta ha concepito un figlio nella sua vecchiaia: tutti la chiamavano sterile, ma nulla è impossibile a Dio. Questo è quanto l’angelo dice a Maria nell’Annunciazione: “Ave o piena di grazia, il Signore è con te”. Maria chiede: “Com’è possibile?”. Ed ecco la risposta dell’angelo: “Vedi, anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio. Lei, che tutti chiamavano sterile. Perché nulla è impossibile a Dio”.

Maria allora si mise in viaggio per andare a trovare Elisabetta: è andata per servire sua cugina, in un momento particolare. Al momento di salutarsi, Elisabetta dice: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino che porto in grembo ha sussultato di gioia”. E Maria esclama: “L’anima mia magnifica il Signore, il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”.

Giovanni comincia già da lì la sua opera, quella di preparare la strada al Signore: il bambino sussulta nel grembo quando Maria arriva in quella casa. È proprio il precursore che addirittura rende testimonianza al Salvatore prima ancora di nascere. Rivisitiamo allora la nostra fede: abbiamo davanti a noi l’esempio di due donne, l’una che crede nella maternità anche se tutte le apparenze umane sono in senso contrario e Maria, che accetta la maternità divina anche se è qualcosa di più grande di lei.

Fondiamo la nostra vita sull’amore di Dio, in modo che la nostra esistenza sia la realizzazione di quel progetto del Padre per ognuno di noi. Guai se ci lasciamo vivere addosso o se ci trasciniamo nella tiepidezza, nell’indolenza. Rendiamola piena alla luce di questo annuncio, alla luce del Natale e della testimonianza di umiltà e di fede di queste due donne. Facciamo sì che anche il nostro Natale sia un incontro con il Signore, che ci faccia sussultare di gioia come Giovanni il Battista».

Don Ivo Piccinini
parroco di San Michele
e della parrocchia dell’Annunziata di Alessandria

Luca 1,39-45. La visita di Maria ad Elisabetta Il video commento 

Ecco il video integrale del commento al brano di Vangelo di Luca 1,39-45