Natale, i bambini e il Bambino

La newsletter “Buona domenica”

«Ogni famiglia ha le proprie tradizioni di Natale, un elemento fondamentale di questo periodo e che devono essere tramandate. Noi ad esempio accendiamo tutte le domeniche le candele della corona dell’Avvento e apriamo ogni giorno il calendario dell’Avvento. Lo facciamo a mano mia moglie ed io con un’altra famiglia: durante l’anno teniamo da parte storie di persone coraggiose della società civile che, per il loro impegno, ci sembra possano essere un valido esempio per i nostri figli (come Marco Bartoletti, imprenditore che “produce dignità” assumendo persone diversamente abili, o Maxime Mbanda, rugbista della nazionale italiana che fa il volontario in ambulanza) e poi le facciamo trovare nelle tasche del calendario. Nel periodo che precede Natale, al mattino ne leggiamo una assieme ai nostri figli». Gabriele Macario (in foto) ha 48 anni e da 20 insegna religione alla scuola primaria di Castellazzo Bormida. A lui abbiamo chiesto dei consigli su come parlare del giorno di Natale ai bambini.

Alla domanda: «Che cosa succede il giorno di Natale?» lei che cosa risponde ai suoi alunni?

«Nella mia scuola sono presenti bambini cristiani cattolici, evangelici e ortodossi: cerco sempre di proporre delle attività che possano unire e non dividere. Dalla prima alla quinta, punto a valorizzare le tradizioni presenti in ogni famiglia: come prima cosa quindi chiedo cosa fanno loro a casa il giorno di Natale e i giorni prima. In base a quello che raccontano, cerco di evidenziare la ritualità presente nelle loro narrazioni: la bellezza di fare l’albero sempre nello stesso giorno, oppure andare ogni anno in quel particolare posto con mamma e papà o con i nonni. Successivamente lavoro sul senso della festa: a quali feste sono più legati, che cosa per loro è un momento da festeggiare, a partire dal loro compleanno. Dopo tutti questi passaggi, presento i Cristiani e il loro desiderio grande di fare festa per la venuta di Gesù nel mondo. Ai più piccoli, racconto la nascita del Signore con l’ausilio di libri pop-up e video, mentre dalla terza elementare in poi leggo con i bambini i brani dal Vangelo: parlo del Natale utilizzando le fonti, perché i fatti che sono narrati dalla Bibbia sono qualcosa che unisce tutti i Cristiani».

I bambini aspettano il Natale per scartare i regali: come spiegare loro che ci sono altri aspetti di questa giornata che sono altrettanto belli?

«A tutti cerco di far cogliere che un rito legato al Natale è “scambiarsi dei doni”, e non solo riceverli. Con gli alunni più grandi, che vanno verso la preadolescenza, cerco di far cogliere il senso della festa come scambio di affetto, di cura, e non solo di oggetti. Faccio loro passare questo concetto attraverso un’azione pratica. Per esempio, vediamo insieme come preparare la tavola delle feste: come apparecchiare, come piegare i tovaglioli, come costruire da soli dei bei segnaposto. Si tratta di creare un modo per stare dentro al clima di festa senza sentirsi più bambini piccoli ma persone che si prendono cura degli altri. Con gli alunni più piccoli, faccio riflettere su questo fatto: per il compleanno, loro (le loro mamme), organizzano la festa e gli altri arrivano con i doni: si tratta di uno scambio. A Natale anche loro possono fare dei regali agli altri, seppur con poco materiale, creando lettere od oggetti con le loro mani (a scuola costruiamo dei prototipi e impariamo come fare): è un segno che sono diventati grandi. Al ritorno a scuola dopo il Natale, ricordo loro che l’incarnazione è il dono che viene fatto da Dio all’Uomo e la vita cristiana è la risposta a questo dono».

Ai genitori che cosa suggerisce di fare il giorno di Natale e i giorni seguenti con i bambini?

«Di giocare con loro, di non pensare in prima battuta ai loro bisogni fisici e materiali ma alla loro necessità di essere certi che qualcuno spenda del tempo per stare con loro. Se ne hanno la possibilità, suggerisco di portare i piccoli a vedere alcuni presepi: quello della propria parrocchia e magari a Castellazzo il grande presepe meccanizzato all’Oratorio della Santissima Pietà, che colpisce sempre i bambini. La notte della vigilia sempre a Castellazzo c’è la Messa con il presepe vivente, un evento davvero suggestivo. Nel tempo di Natale poi si può avere un’attenzione in più per gli altri, da condividere in famiglia. Per esempio si possono portare i biscotti fatti assieme ai bimbi ad amici e parenti, oppure chiedere al gruppo Caritas della parrocchia come essere concretamente di aiuto a chi ha bisogno».

Zelia Pastore

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