Luca 21,25-28.34-36: commento al Vangelo della prima domenica di Avvento 2021

Don Ivo Piccinini parroco di san Michele e della parrocchia dell’Annunziata di Alessandria nella serie di video di “Buona Domenica! ci aiuta a comprendere meglio il brano del Vangelo che leggeremo nella prima domenica di Avvento.  Alla fine del video, Don Ivo risponde anche alla domanda di un ragazzo, che chiede che cos’è l’Immacolata concezione.

Lc 21,25-28.34-36: il testo del Vangelo della prima domenica di Avvento 2021

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Luca 21,25-28.34-36: commento al Vangelo di Don Ivo Piccinini

«La nascita di Gesù è una festa così importante che è necessario prepararsi. Questo tempo di preparazione, che consiste in quattro domeniche, si chiama Avvento, perché si attende che arrivi Qualcuno. Oggi prendiamo in considerazione il Vangelo della prima domenica di Avvento. Nella prima lettura, vediamo come la Parola di Dio è quella che consola i prigionieri di Babilonia, prossimi alla liberazione: gli Ebrei saranno liberati e rispondono con gioia a questo annuncio. Soprattutto si tratta di una Parola che arriva nel concreto, nei fatti precisi, con gli uomini che fanno la storia in quel momento.

Non è una favola che comincia con “c’era una volta”: quando si parla di questo annuncio di liberazione si dice anche chi governava in Palestina, quali erano i sommi sacerdoti, in modo che sappiamo che Dio entra nella storia dell’uomo concretamente, lo accompagna. Il tempo dell’Avvento che cos’è sostanzialmente? Noi non siamo gli Ebrei che aspettano ancora il Messia, noi sappiamo che egli è già venuto nella carne: è venuto a piantare la sua tenda in mezzo a quella degli uomini e verrà ancora alla fine dei tempi come nostro giudice. Rievocando questo evento di salvezza, cerchiamo di viverlo nell’attesa e nella profezia. È l’attesa di Uno che viene. Ma come, se è già venuto? No, Egli deve ancora entrare nella nostra vita e nella nostra esistenza, attraverso i suoi segni di grazia e di amore, che chiamiamo sacramenti; attraverso la sua parola; attraverso i nostri fratelli.

Non per niente Gesù dice “ogni volta che fate qualche cosa a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me”: quindi Lui è presente anche nella nostra comunità. E la nostra preparazione al Natale, il nostro vivere l’Avvento vuol dire appunto questa attesa, che egli entri e nasca nella nostra personale esperienza di vita. In secondo luogo è una profezia: noi dobbiamo essere i portatori di questo annuncio, in un mondo che è spinto a banalizzare e mettere tutto in discussione, noi abbiamo questa certezza: Dio ci ama, ce l’ha dimostrato con l’incarnazione del Figlio che per noi ha dato la vita. Noi dobbiamo guardare sempre anche ai santi, ai primi martiri; quando questi, sull’esempio del loro Maestro, per testimoniare la loro fede in Lui hanno rinunciato alla vita, è segno che davvero Gesù è entrato nella loro esistenza.

Cristo è venuto per portare la vita, è il Signore della vita, quindi non dobbiamo avere paura. Come diceva Giovanni Paolo II: “Spalancate le porte a Cristo”. Gesù è venuto per farci diventare figli di Dio. “Dio si è fatto come noi, per farci come Lui”, come cantiamo in un bell’inno di Natale, per farci figli. E questo è il massimo, è quello che cambia la vita: viviamo questo fatto, che non è un sogno ma una felice realtà, fino in fondo, nell’umiltà, nella semplicità e nella riconoscenza».

Don Ivo Piccinini
parroco di san Michele e della parrocchia dell’Annunziata di Alessandria

Luca 21,25-28.34-36: La prima domenica di Avvento. Il video commento 

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Le domande dei ragazzi: che cos’è l’Immacolata Concezione?

Il quesito di oggi arriva da Matteo, un ragazzo di 14 anni. «Che cos’è l’Immacolata Concezione? Che cosa festeggiamo oggi, perché non si va a scuola?». 

Don Ivo Piccinini ci aiuta a rispondere a questa domanda.

«Caro Matteo, si tratta di una festa che cade proprio nel cuore dell’Avvento e con essa noi veneriamo Maria, madre di Cristo, come preservata dal peccato originale. Maria, in previsione della sua futura maternità, è stata preservata da ogni colpa, compresa quella del peccato originale. La motivazione del dogma che definisce Maria immacolata, definito da Pio IX nel 1854 (l’otto dicembre) recita così: “Non era conveniente che la madre dell’autore della vita forse sfiorata anche per un solo istante dalla colpa originale, che è anche la causa della morte temporale”. Con essa noi professiamo la nostra fede in ossequio alla Chiesa che l’ha definito come dogma. Ma tutto l’insegnamento dei padri, la Sacra Scrittura, presentano questa verità: infatti Maria viene chiamata “la piena di Grazia” nel momento in cui viene salutata dall’angelo. Quattro anni dopo la definizione del dogma dell’Immacolata, nel 1858 la Madonna appare a Bernadette: alla domanda “tu chi sei?”, lei rispose: “Io sono l’immacolata concezione”. Questo evento viene preso anche come conferma del dogma stabilito da Pio IX. È una delle feste più importanti della nostra Madre Celeste, insieme a quella della sua assunzione al Cielo, che l’ha vista anche preservata dalla corruzione del Sepolcro. Perché si sta a casa da scuola? Perché il nostro Stato italiano ha riconosciuto a questa festa religiosa anche valore di festa civile. Un giorno di vacanza in cui è bene festeggiare davvero la Madonna con la partecipazione all’Eucaristia nella propria parrocchia, con la recita del rosario, per dire il nostro grazie alla Mamma comune in tutte le maniere che il cuore ci suggerisce. Buona festa dell’Immacolata, Matteo!».