Erano come pecore senza pastore

Vediamo insieme a Don Giuseppe Bodrati, della Diocesi di Alessandria, Vicario episcopale per la Zona Pastorale Valenza e cappellano del carcere la spiegazione e il commento  del brano di Vangelo di Marco Mc 6,30-34

Marco 6, 30-34: il testo del Vangelo

Prese a mandarli.

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 6,7-13

 In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

Mc 6, 30-34: il video 

Ecco il video integrale del commento al brano di Vangelo

Marco 6, 30-34: il commento al Vangelo di Don Giuseppe Bodrati

I discepoli tornano da Gesù dopo aver predicato, carichi di entusiasmo: il Signore però sembra un po’ voler smorzare il loro afflato. Infatti li invita a riposare e a dialogare con lui. Il problema che traspare dal testo è che il Cristo non sembra così entusiasta come i discepoli, perché loro hanno predicato una visione messianica un po’ particolare, che è basata più su un accenno al nazionalismo e alla volontà di riscatto del popolo d’Israele, dimenticando invece che la predicazione che vuole Gesù è quella di annunciare il Messia come liberatore dal peccato e dal male e non tanto con una funzione politica.

Questo entusiasmo dei discepoli verrà in qualche modo ridimensionato da Gesù, che li invita a riconsiderare proprio la natura della sua missione: non si tratta tanto di insegnare ciò che si sa, ma di insegnare ciò che si è, ed essere figli di Dio in un contesto che faceva fatica a comprenderne il significato di questa affermazione. L’episodio che ascoltiamo questa domenica segue il racconto della morte di Giovanni Battista, che è susseguente alla grande domanda di Gesù agli apostoli (“Voi chi dite che io sia”) e precede l’altro grande momento della predicazione, che è la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sembra quasi che il Signore Gesù sperimenti la fatica di far capire ai discepoli che la sua missione non è politica ma di riscatto spirituale, di riconciliazione del mondo con la volontà di amore del Padre Suo che sta nei cieli.

È importante mantenere questa dimensione di ricerca di una relazione nuova tra l’uomo e Dio, che capovolge la visione non solo di Israele ma degli stessi apostoli, abituati a pensare al Messia come uno che riscatta politicamente la nazione, dimenticando invece la necessità di portare amore, compassione e soprattutto solidarietà e fratellanza, umanizzando il divino e non tanto divinizzando l’umano.

Don Giuseppe Bodrati
Parroco delle comunità di Valenza

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