E prese a mandarli a due a due

Vediamo insieme a Don Emanuele Rossi della Diocesi di Alessandria, parroco di Castellazzo e Castelspina, la spiegazione e il commento  del brano di Vangelo di Marco 6,7-13.

Marco 6, 7-13: il testo del Vangelo

Prese a mandarli.

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 6,7-13 

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

Mc 6, 7-13: il video 

Ecco il video integrale del commento al brano di Vangelo

 

Marco 6, 7-13: il commento al Vangelo di Don Emanuele Rossi

«E’ un brano di Vangelo importante nel testo di Marco, che è il testo più breve tra i quattro vangeli e probabilmente è anche più antico di altri. E’ scritto a Roma dal discepolo Marco, che prima era discepolo di Paolo e poi di Pietro, per i cristiani di Roma: il suo messaggio fondamentale vuole essere proprio quello che la salvezza è rivolta a tutti i popoli, non soltanto agli ebrei o agli ebrei convertiti al cristianesimo.

In questo brano che ci presenta la liturgia di oggi vediamo come Gesù manda i suoi discepoli a due a due e ordina loro una certa semplicità nel vestire, nell’andare, nel possedere e anche nell’indossare (“calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche”). Ma la notazione più importante che mi sento di sottolineare è proprio questo “mandare a due a due”. Cioè il discepolato non è una cosa che si fa per conto proprio ma è sempre un qualcosa di condiviso. Questo andare a due a due lo troviamo anche per esempio nell’esperienza di Francesco, che manda i suoi frati a due a due e dice proprio loro questa cosa: “Andando, annunciate il Vangelo, se necessario anche con le parole”. Questo ci dice che il Vangelo prima di tutto lo lo si testimonia con le nostre scelte, che rivelano di fatto chi siamo, che cosa cerchiamo, che cosa abbiamo dentro.

Invece le parole normalmente dicono chi pensiamo di essere. 

Quindi l’augurio che ci facciamo è proprio quello di essere persone il più possibile coerenti, anche per l’altro invito di Gesù ad una certa semplicità nell’andare, che poi vuol dire “condividete la vita delle persone con cui vi trovate”.

Il Papa anni fa aveva detto “il Pastore deve assumere l’odore del gregge, delle pecore”: ecco, questo è un po’ l’invito che ci facciamo, per tutti noi che vogliamo raccontare a chi incontriamo quanto è bello poter vivere il cristianesimo, vivere il Vangelo».