Suor Luigina Traverso, il 68° miracolo di Lourdes vive ad Alessandria

Un miracolo è un evento eccezionale, un avvenimento che la scienza non riesce ad accertare e quindi considerato opera di Dio. Ce lo spiega bene Suor Luigina Traverso, nata ad agosto del 1934 a Novi Ligure. Prende i voti entrando nell’Istituto religioso delle figlie di Maria Ausiliatrice, successivamente, negli anni 60, i medici le riconoscono una malattia che le teneva paralizzata la gamba e il piede sinistro: la lombosciatica paralizzante in meningocele.

Nel 1965 decide di andare in pellegrinaggio a Lourdes, con la diocesi di Tortona. E qui il miracolo, davanti alla Grotta: il dolore scompare e lei riprende a camminare. Suor Luigina continua la sua vita di fede e da allora ricorda ancora questi momenti con grande intensità. Ecco degli estratti dell’intervista fatta a Suor Luigina da Andrea Antonuccio e pubblicata su Voce Alessandrina.

Come mai Suor Luigina ha deciso di partire per Lourdes?

«Il primario che mi seguiva mi aveva detto che non c’era più nulla da fare. Solo Lui, il Signore, poteva aiutarmi. Allora mi sono detta: “Perché non provo ad andare a Lourdes?”. Ho chiesto alla superiora e all’Oftal, e al primo pellegrinaggio della diocesi di Tortona sono partita. Nel viaggio in treno ero coricata in barella, e per scendere mi hanno fatta passare dal finestrino…».

Suor Luigina Traverso, la suora miracolata, a metà degli anni 60 ritrova la sua salute e la sua energia e così l’11 ottobre 2012 passa alla storia come il “68° miracolo di Lourdes”, la sua è una storia di fede.

Una volta a Lourdes cosa succede?

«Mi è subito venuto a vedere il medico responsabile del pellegrinaggio, era di Voghera e non mi conosceva. Mi ha detto: “Lei vuole guarire? Faccia la petulante con la Madonna: deve chiedere, chiedere, e ancora chiedere. E due volte al giorno faccia il bagno nelle piscine della Grotta”. Seguo le indicazioni, e durante il tempo libero non mi stacco mai dalla Grotta a pregare».

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Ma chi è Suor Luigina Traverso? Una religiosa nata il giorno della festa di Maria Regina, avvolta in una grazia improvvisa che resta nel mistero. e proprio questo mistero Lei cerca di spiegarlo così.

Ci racconti il momento del “miracolo”

«Aspettavo la grazia il 24 luglio, giorno in cui si festeggia Maria Ausiliatrice. Ma la Madonna mi ha anticipato di un giorno (sorride). Eravamo sull’Esplanade (il piazzale davanti alla Basilica del Rosario, ndr) per la processione eucaristica e la benedizione del Santissimo. Io, coricata in barella, ero calmissima e seguivo la processione pregando continuamente. Dicevo: “Signore se tu lo vuoi, puoi”. Appena mi sono vista il Santissimo di fronte, ho sentito come una scossa. Poi caldo, freddo, continuavo a tremare. Sentivo la barella muoversi, mi sono spaventata. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Ho provato a spostarmi: sia la gamba che il piede si muovevano. E il dolore era sparito».

Il tempo e la scienza non sono state dalla sua parte perché in giovanissima età ha scoperto di soffrire di lombosciatalgia paralizzante in meningocele, una terribile malattia paralizzante, ma Suor Luigina continua le sue preghiere perchè, secondo Lei, solo il Signore poteva aiutarla.

Qual’é stata la sua reazione? 

«Mi sono voltata di scatto verso la dama che mi era accanto, volevo provare ad alzarmi. Lei mi ha fermata, perché c’era la benedizione del Santissimo. Tutti pensavano fosse un’autosuggestione, e mi hanno proibito di parlare fino al rientro in albergo. In quei momenti riuscivo a capire poco e niente, sentivo solo che il dolore non c’era più. Appena rientrati mi sono seduta sul letto e volevo mettermi le calze, per provare ad alzarmi. Un’ora prima non riuscivo nemmeno a muovermi, adesso mi mettevo le calze e camminavo da sola!».

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Credere a un miracolo non è facile, ma la storia di Suor Luigina, la suora miracolata, ne è l’esempio e l’incredulo non può più dubitare della veridicità di tale evento e della sua natura soprannaturale.

Le persone che erano con lei come hanno reagito? Cosa hanno pensato?

«Le due suore accanto al letto si sono messe a gridare. Poi è arrivato il delegato vescovile, monsignor Lorenzo Ferrarazzo, e il medico. Il monsignore mi dice: “Se vuole la benedizione si inginocchi”. E io, quasi in modo naturale, mi inginocchio senza problemi. Anche loro due escono dalla stanza piangendo. In quei momenti era tutto così strano. Alcune persone venivano a chiedermi una preghiera o di benedire degli oggetti. Io rispondevo: “Andate alla Grotta a pregare!” (sorride)».

Suor Luigina Traverso si mette al servizio degli ammalati e prega per loro, torna a Lourdes e ad oggi continua la sua missione di consacrata.

Ecco cosa ha dichiarato in un’intervista ad Agensir: “Nel momento del passaggio del Santissimo mi chiedo come mai sia accaduto a me e non agli altri. Sento un profondo desiderio di ringraziare il Signore e Maria per quello che ho vissuto, per la mia guarigione. Poi prego per tutti gli altri ammalati”.

“Aspettavo la grazia il 24 luglio per la festa di Maria Ausiliatrice, l’ho ricevuta il 23. Mi hanno messo nell’esplanade. Ho seguito la processione eucaristica. ‘Signore, se tu vuoi, puoi’, era la mia invocazione che ripetevo incessantemente.

“Perché è capitato a me? Dico grazie e prego per gli altri”.