La trasfigurazione di Gesù: il commento

Gesù e la trasfigurazione

«Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.».

Vediamo insieme a Don Andrea Alessio insegnante di religione e Vicario alla parrocchia San Paolo il brano di Vangelo in cui si parla della trasfigurazione di Gesù  Mc 9, 2-10

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Mc 9, 2-10 il testo integrale de “La trasfigurazione di Gesù”

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Gesù e la trasfigurazione: il commento (Mc 9, 2-10)

Che cosa possiamo portarci nella vita di tutti i giorni da questo brano del Vangelo di Giovanni? Qui di seguito trovate il video, pubblicato sul canale YouTube della Diocesi di Alessandria, in cui don Andrea Alessio ci propone la sua riflessione.

 

Gesù e la trasfigurazione: la spiegazione (Mc 9, 2-10)

Nel video, Don Andrea Alessio  ci propone una possibile spiegazione di questo episodio della vita di Gesù: leggiamola insieme.

Nonostante la fatica e le prove di ogni giorno, Cristo è con noi

«Siamo in un momento del Vangelo di Marco particolarmente forte: Gesù ha appena annunciato la sua passione, morte e resurrezione e subito dopo sale sulla montagna insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni. Lì avviene la trasfigurazione, quando le sue vesti diventano bianchissime. Questo testo, letto durante la Quaresima, nel contesto dell’annuncio della passione che hanno appena vissuto i tre discepoli, sa di Pasqua, ci parla di resurrezione. Questo momento vuole preparare sia i discepoli di allora, sia quelli di oggi, che siamo noi, a vivere la Pasqua.

Tutto ci fa respirare la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, le promesse dell’antica alleanza che si realizzano in Gesù: il segno della risurrezione, rappresentato dal bianco delle vesti del Signore; la voce di Dio, che ci ricorda che Gesù è suo figlio, è il Messia tanto atteso; Mosè ed Elia, che rappresentano la legge e i profeti, che parlano con Lui. Ecco allora che questa festa profuma davvero di risurrezione, perché fa respirare ai suoi discepoli di ieri, come a noi oggi, la certezza che Cristo ha vinto la morte.

Nonostante la fatica e le prove che noi dobbiamo affrontare ogni giorno, Cristo è vivo, è presente, è con noi.

Un altro aspetto importante di questo brano che è da sottolineare è l’atteggiamento Pietro, Giacomo e Giovanni: sono a metà tra l’entusiasmo e la paura di tornare alla realtà. Gesù ricorda a loro, come ricorda anche a noi, che Lui è e sarà sempre con noi, ma la nostra vita ci chiama vivere ogni giorno il Vangelo. Non possiamo rimanere solo in contemplazione di Cristo: siamo chiamati a vivere il Vangelo dell’amore, sapendo che lui è sempre accanto a noi per guidarci».

Mc 9, 2-10: una riflessione

Quel miracolo che trasfigura

L’esempio di una miracolata “di casa nostra”, suor Luigina Traverso 

In redazione ci è arrivata una domanda di un nostro lettore su questo brano di Vangelo, diretta a Don Andrea Alessio

Questa pagina racconta la trasfigurazione del Signore, ma sorge una domanda: Capisco che la fede non si debba alimentare solo di trasfigurazioni, ma ci sono miracoli e apparizioni riconosciute dalla Chiesa che non risalgano a duemila anni fa?

Don Andrea Alessio ci aiuta a fare luce: «Certamente ce ne sono di i miracoli e apparizioni “certificati”. Prendo a titolo di esempio le apparizioni di Maria Santissima a Lourdes, che sono state riconosciute dopo numerose indagini sotto vari punti di vista (non solo religioso ma anche scientifico e medico, nei riguardi dei miracoli ad esse collegati). Questo perché la Chiesa non accoglie mai in modo superficiale i fatti: i miracoli vengono certificati dopo una lunga serie di analisi e studi. 

Proprio per quanto riguarda questo tipo di miracoli, faccio riferimento ad uno “di casa nostra”, che riguarda una suora Salesiana, suor Luigina Traverso. Lei a Lourdes ha ricevuto la grazia di essere guarita dalla sua malattia, grazie all’intercessione della Beata Vergine Maria. Adesso è ancora viva e sta bene. Si tratta di un miracolo certificato perché anche dal punto di vista medico è stata riconosciuta una guarigione “inspiegabile”. Ho voluto raccontare di lei perché l’ho conosciuta personalmente quando ero in seminario e ho riletto recentemente la sua storia su Voce. Penso che questo sia uno dei miracoli che forse ci tocca più da vicino, perché è una persona ancora vivente e del nostro territorio».

 

Immagine di copertina:
Trasfigurazione di Cristo
Giovanni Gerolamo Savoldo 1530 c.a.
Olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze